Sul versante COVA, non sembra esserci alcuna novità. Alcune immagini, filmate lo scorso 13 marzo dall’Associazione ‘Scanziamo le scorie’, mostravano un’autobotte che aspirava ancora sostanze da un pozzetto antistante il Centro Oli di Viggiano. Si tratta dell’altro evento sconcertante che interessa l’area, sul quale anche i migliori tuttappostisti hanno enormi difficoltà a trovare giustificazioni sensate: le cisterne di contenimento avrebbero perso ingenti quantità di idrocarburi, che sarebbero, poi, fuoriusciti da alcuni pozzetti facenti capo al Consorzio di Sviluppo Industriale di Potenza.
Nei giorni scorsi, durante l’attività di propaganda e rassicurazione, Pittella ha più volte dichiarato di aver inoltrato diffida nei confronti del cane a sei zampe, proprio relativamente all’episodio di sversamento targato ENI. Stando agli annunci, sarebbero due le diffide della Regione, ma, ad oggi, a noi comuni mortali non è dato conoscere il contenuto dei documenti.
Proprio per questa ragione, la settimana scorsa avevamo inoltrato una richiesta di accesso agli atti per ottenerne una copia. Ad una settimana dalla richiesta non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione da parte degli uffici regionali. Eppure, negli ultimi giorni, si son sprecate le dirette streaming del presidente Pittella attraverso le quali si pubblicizzavano le diffide.
Contestualmente alla copia della diffida abbiamo richiesto anche i documenti del piano di caratterizzazione del Centro Oli Val d'Agri (COVA) redatto dall’ENI, il quale, come confermato in una nota diffusa dall'ufficio stampa della stessa azienda petrolifera, sarebbe stato inviato il 6 marzo scorso a tutte le autorità ed enti competenti "in linea con quanto previsto dalla normativa vigente". Anche in questo caso nessuna risposta.
Oggi procederemo con l’invio di un sollecito al fine di ottenere e rendere pubblici quanto prima i documenti. Caro Presidente Pittella, non sono sufficienti le operazioni di facciata per tranquillizzare i cittadini o messaggi del tipo “preferiamo ricavare di meno e magari stringere la cinghia, piuttosto che non proteggere la salute dei cittadini”. Dimostri realmente trasparenza e pubblichi lei stesso i documenti che abbiamo richiesto. Sa com’è, qualche malpensante potrebbe addirittura chiedersi se per caso le diffide inviate all’ENI non siano niente di più che un annuncio per placare gli animi dei cittadini, sempre più preoccupati degli incessanti e sconcertanti episodi all’ombra del Centro Oli lucano.
Gianni Perrino